Benvenutiii!!!!!

Il blog è ancora in fase di perfezionamento!!
Per trovare facilmente quello che vi interessa vi consiglio di utilizzare i link degli argomenti!!
Tra i quali Coffee and Cigarettes è la sezione dedicata ad argomenti vari e strani!
Lasciatemi un commento, con il vostro link, e io lo aggiungerò alla mia lista qui in fianco!!!


Grafica stregata

domenica 25 novembre 2007

Italia vs Germania


Qualche anno fa ho fatto uno scambio culturale con la scuola. Ho vissuto 2 settimane a stretto contatto con una famiglia tedesca del nord est. Dunque ho avuto l'occasione di rendermi conto di diverse cose, che sono molto differenti rispetto al nostro paese. Innanzitutto ai ragazzi di 15-16 anni è permesso fumare! I genitori fumano con i figli in perfetta tranquillità! E non è come da noi dove in media una persona fuma 8-9 sigarette al giorno! Loro vanno ben oltre! Consumano quantità industriali di tabacco!
Inoltre sempre agli adolescenti di 15-16 anni è permesso dormire in casa con i propri ragazzi, ora io non mi sono mai sognata di far dormire il mio ragazzo a casa mia, con i miei nell'altra stanza a 16 anni, ma per loro è una cosa comune! E i genitori sanno benissimo cosa fanno i figli, e non hanno alcun problema a lasciargli fare!
Altra cosa strana, i figli passano volentieri tempo con i genitori, nel senso che quando si organizza qualche uscita o qualche festa (ad esempio presso qualche lago) i ragazzi tutti entusiasti vogliono invitare anche le loro famiglie! Certo in effetti i loro genitori gli permettono di fare ciò che vogliono dunque è ovvio che a loro vada bene invitarli!
Però la cosa strana di tutto ciò è che i ragazzi fino ai 18 anni devono tornare a casa intorno alla mezzanotte, e non possono fare le ore piccole!
I ragazzi tedeschi iniziano prestissimo a vivere da soli, e si sposano anche molto presto, il che lo trovo anche positivo!Piuttosto di fare i figli dopo i trenta come da noi. Però è comunque una cosa molto differente dalla nostra cultura.
Penso che il loro modo di rapportarsi tra genitori e figli sia molto sincero, da noi invece si tende ad avere un atteggiamento ipocrita verso i genitori. Noi spesso non possiamo parlare liberamente con loro di molti argomenti, poiché esiste sempre un certo pudore e a volte anche un pregiudizio da parte dei genitori verso alcuni temi. In Germania invece ho notato che i ragazzi parlano un po' di tutto con la loro famiglia, e si divertono molto anche a passare i sabato sera a casa a giocare con giochi da tavola con loro e qualche amico!
Io trovo tutto questo molto bello, e penso che il dialogo con gli adulti renda anche i giovani più maturi!
Mi piacerebbe che qui da noi i rapporti familiari fossero più easy...chissà che col tempo qualcosa cambi...

sabato 24 novembre 2007

Sfogo sterile!














Era da tanto che volevo scrivere un post riguardo alla televisione italiana!

Personalmente trovo il nostro sistema di (dis)informazione televisivo repellente!!
Ok, a parte il caso di italia uno e del suo "Studio aperto" a qualunque cosa purché nun ce tocca lavorà...il resto dei telegiornali non cambia di molto! I servizi di politica sono una carrellata di volti appartenenti ai diversi schieramenti della politica, che propongono le loro opinioni sui diversi fatti con slogan di diverso tipo! Solitamente il montaggio del TG fa in modo che i più seri si trovino all'inizio, mentre i più divertenti siano alla fine! Inoltre i problemi politici vengono spiegati in una manciata di secondi, con informazioni sommarie, che spesso raccontano solo una parte della verità!
Passando poi ai fatti di cronaca...beh qui c'è ne da dire!!
Allora: qualsiasi fatto di cronaca nera in Italia viene immediatamente trasformato in una soap opera, cosa che negli altri stati manco si sognano di fare! Beh da una parte ciò può sembrare positivo...in fondo tutti hanno il diritto di sapere! Sì, ma il problema è che in questi casi la disinformazione raggiunge i massimi livelli! Qualunque notizia viene sparata al pubblico per creare audience, non importa se non è ancora accertata, e non importa che impatto avrà sul pubblico! Qualunque fatto fa scandalo! TG e programmi vari si occupano assiduamente di determinati temi per settimane e mesi facendo un polverone...che quando riguarda fatti politici non porta assolutamente a nulla, mentre quando riguarda fatti di cronaca nera ha come risultato solo quello di intralcio ai lavori della polizia!
Infatti non mi sorprende che la polizia non riesca mai a combinare nulla quando succedono gravi fatti di cronaca, c'è una fuga di notizie allucinante! è ovvio poi che i criminali riescano a trovarsi un alibi o una scappatoia contro qualsiasi accusa! Hanno tutto il tempo di cancellare eventuali tracce e di infinocchiare i poliziotti!
Ok, questo post è proprio uno sfogo, sconnesso e scritto di getto! So che non cambierà mai nulla in questo paese (non è pessimismo, ma realismo), però ho voluto dire comunque la mia, magari troverò qualcuno che ha voglia di lamentarsi insieme a me!

mercoledì 21 novembre 2007

Le mie foto di Johnny!! Scattate da me!!!


Agosto 2007, giornata afosa, calda, insomma.....era Agosto! Io ed una mia amica, dopo progetti fatti di se e di ma, decidiamo di andare a visitare, anche noi la mostra del cinema di Venezia. Più per curiosità che per un motivo preciso...insomma decidiamo un giorno a caso, uno nel quale tutte e due avevamo la giornata libera, e così prendiamo il treno e partiamo.
Arrivate a Venezia ci dirigiamo al lido, con il traghetto. Arriviamo, e chiediamo a chiunque dove si trova la mostra.
Dopo aver camminato per mezz'ora arriviamo finalmente!
Così decidiamo di andare ad informarci su
che film si possono vedere...prendiamo l'apposita guida ai film, e vediamo che è prevista una premiazione a Tim Burton!
Leone alla carriera!
Noi tutte entusiaste diciamo ma dai, Tim Burton!!! Dai che magari lo vediamo!!!
Purtroppo i biglietti erano finiti e così ci accontentiamo di andare a vedere un film portoghese...Mal Nascida...e già dal titolo...
La sala di proiezione è infatti quasi deserta...così ci sediamo addirittura dietro gli
attori portoghesi...anche se non sapevamo chi fossero...
Il film, era il classico filmone d'autore, dove più le scene sono brutte e nauseanti, e più sono
considerate artistiche!
Finito il film iniziamo a vagare senza meta per le diverse zone della mostra, ed indisturbate (e senza pass) finiamo dritte dritte nella sala vip...e indovina indovina chi mi trovo davanti???
Gigi Marzullo!!! Cavolo era al telefono, altrimenti gli avrei fatto un superdomandone, da lasciarlo a bocca aperta...dopodiché siamo dovute fuggire, perché uno della security, dopo mezz'ora, ci ha viste aggirarci indisturbate senza pass...
Beh non sapevamo che fare...vicino alla passerella vediamo un mucchio di gente appostata e allora decidiamo di unirci a loro, pensano di aspettare Tim Burton!
Dopo un po' raggiungiamo anche una buona posizione, io mi piazzo in seconda fila e non mi schiodo più! Ma ad un certo punto sento, da una voce lontana, la frase più soave che sia mai stata pronunciata: "Oh! Ma quando arriva Johnny Depp??!!"
"Cosaaaaa?!!"
Noi sconvolte iniziamo a chiedere a chiunque se veramente c'è Johnny Depp, ed un cameraman romano ci fa: " Oh! Ma voi state qui da un'ora e non sapete manco chi state ad aspettà?!" beh in effetti non aveva tutti i torti...
Così dopo un totale di 3 ore trascorse sotto il sole cocente...Eccolo!!
Bellissssimo....smoking bianco, un po'anni ottanta, pantaloni neri e scarpe bianche...con dei stupendi ray ban blu a specchio...(però mi sarebbe piaciuto vederlo anche senza occhiali!) e dei capelli composti in un vortice perfetto...pizzetto curato...Ahhhhhhhhhh......che gran pezzo di gnocco!
Inizia a camminare firma autografi e sorride...io scatto foto tra la calca, su 10 solo 2 si salvano e vengono discrete, ma non importa...ad un certo punto LUI è DAVANTI A ME...tra me e lui c'è solo lo spazio di una transenna e qualche braccio...lui sta firmando un'autografo (la seconda immagine testimonia il momento solenne) io sono estasiata...mi salta in testa un'idea folle, un'istinto che fatico a reprimere...vorrei toccargli una mano qualcosa, per vedere se è vero, o se è tutto un sogno...sono tentata lotto con me stessa e alla fine riesco a non cedere ed a non fare la figura della molestatrice...
Insomma toccargli una mano mentre sta firmando un'autografo è una cosa un po' squallida...è proprio subdolo...quindi alla fine sono contenta di non averlo fatto...
Mi sono rimaste le foto in ricordo di quel momento.....

Facciamo causa a Dio!


Breve racconto: Pavel, rinchiuso nel penitenziario di Timisoara, sta scontando una pena di 20 anni per omicidio. Chiede un'azione legale contro Dio, residente nel cielo e rappresentato in terra dalla chiesa ortodossa rumena. L'accusa è quella di truffa, dissimulazione, abuso contro gli interessi della collettività, traffico d'influenza. Il suo avvocato sostiene che tra Dio e il suo cliente c'è un contratto: l'Altissimo avrebbe dovuto tenerlo lontano da Satana e dai guai. "Dio ha persino ricevuto da me offerte e preghiere, in cambio del perdono e della promessa che sarei rimasto fuori dai guai e avrei condotto una vita migliore- dice Pavel M. - Ma al contrario sono finito nelle mani del diavolo". La denuncia è stata trasmessa alla Corte di Giustizia di Timisoara e spedita all'ufficio del procuratore. Quest'ultimo sostiene che probabilmente l'episodio cadrà, poiché non è possibile citare in tribunale Dio. Ebbene la procura di Timisoara, nell'ovest della Romania, L'11 luglio ha archiviato la singolare causa perché non è stato trovato l'indirizzo del querelato.
Fine
Fare causa a Dio sembra un'ipotesi surreale, eppure è successo veramente in America ( la terra dell'assurdo), dove il
senatore Chambers (democratico) dello stato del Nebraska ha fatto causa a Dio "per le minacce terroristiche che l'Onnipotente ha fatto a lui ed ai suoi elettori, per aver provocato paura e seminato la morte, distruzione e la terrorizzazione di milioni di abitanti della Terra". Chambers ha pure detto che Dio ha causato "alluvioni spaventevoli, incredibili terremoti, uragani orrendi, tempeste terrificanti, piaghe pestilenziali" ed altro. Nella denuncia perciò "s'ingiunge in via permanente che l'Imputato cessi da alcune sue attività dannose e dalle minacce terroristiche". Alla nota CNN, l'uomo politico ha dichiarato: "Si tratta di una causa contro un imputato che ha procurato un sacco di danni all'umanità". Il senatore non partecipa alle riunioni di preghiera durante l'attività legislativa; è particolarmente critico verso i Cristiani, ma afferma di non avere denunciato Dio per obiezioni particolari verso di Lui. La sua è una reazione ai disegni di legge di altri senatori che vorrebbero bloccare la diffusa abitudine di "azioni legali frivole". "La Costituzione richiede che le porte dei tribunali siano aperte; quindi non si può proibire che si facciano querele". Ed ha aggiunto: "Tutti possono querelare tutti, anche Dio". Nel suo caso, lui lo può fare perché "l'Imputato, essendo dappertutto, è personalmente presente nella contea di Douglas".

martedì 20 novembre 2007

Biancaneve!


di Covatta

C'era una volta una bambina fortunata, ma molto fortunata. Il papà era morto, la mamma era morta, gli zii schiattati tutti quanti. E i compagni di scuola? Vi chiederete voi. Un brutto incidente con lo scuola-bus ed erano morti tutti. Anche i gatti neri quando incontravano Biancaneve si grattavano.
Biancaneve viveva con la matrigna e con degli amici animaletti: un'ameba, tre pidocchi, un gatto, un cane e due piccioni con una fava, che erano gemelli siamesi. Biancanave era bianca come la neve, pallida, cianotica, anemica, sfittica e puzzava di baccalà.
Lei diceva sovente:
«Uhmm...Che bella fortuna... Uhmm! Ma che bambina fortunata che sono!»
Viveva in una stanzetta buia e maleodorante, in verità la stanzetta era diventata maleodorante da quando ci viveva lei.
Un brutto giorno la matrigna interrogò il suo specchio: «Specchio...»
Lo specchio rispose: «Aho, che buò?» [Nota: Ahò, che buò?: Espressione armena (lo specchio parlante era stato acquistato là) che significa: "Lasciami riflettere ", il che, detto da uno specchio, non fa una piega]
E la matrigna : «Ueh, specchio... Calma che io ti faccio in mille pezzi e me ne fotto dei sette anni di disgrazie! Allora specchio: chi è la più bella del reame, io o Biancaneve?»
E lo specchio intonò: «Tu sei bella, astuta e scaltra, ma figurati quell'altra, si strafoga di bignè, sembra, strano pure a me, ma è più bella assai di te!»
Vi lascio immaginare che cosa poteva essere la matrigna: una specie di seppia con la colite.
Allora la matrigna infuriata chiamò il cacciatore: «Cacciatore!» e il cacciatore rispose pronto: « Aho, che buò? » [Nota: Espressione bulgara (il cacciatore era di là) che significa: «Per dindirindina, avevo preso la mira per sparare alla lepre con il mio fucile calibro 20 e tu, mia regina, col tuo chiamare hai messo in allarme la lepre ed essa è fuggita lasciandomi con un palmo di naso»] 'Che palle' Pensò la matrigna, 'ma in questo reame sono tutti così cafoni!' Poi riprese: «Cacciatore, conduci Biancaneve nel bosco e portami il suo cuore».
Il cacciatore andò da Biancaneve e le annunciò:
«Biancaneve, devo condurti nel bosco e prenderti il cuore».
Biancaneve, sentendo
queste parole, disse:«Uhmm, sono proprio una bambina fortunata!»
E docile seguì il cacciatore nel bosco. Quando furono nei pressi di un cespuglio Biancaneve disse al cacciatore, con una vocina flebile flebile, un sorriso tenero, gli occhi buoni e in filandogli la lingua in un orecchio: «Ti prego, non uccidermi ! Ti darò tutto quello che vuoi, ma proprio tutto». E aggiunse: «Capiscimi a me!».
Il cacciatore, che non era uno stinco di santo ma piuttosto uno stinco di maiale e che l'ultima volta l'aveva fatto con un coniglio (il che è difficile, perché il coniglio corre veloce), il cacciatore, dicevamo, accettò di buon grado. E tutti furono contenti, ma più di tutti i conigli.

Il cacciatore, fischiettando soddisfatto, tornò al castello, entrò e immediatamente la matrigna tuonò: «Cacciatore!»
Il cacciatore pronto rispose: «Aho, che buò?» [Nota: Aho, che buò?: Dica. In bulgaro la stessa parola può avere più significati]
«E mo' basta, e che è? Un po' di educazione in questo reame» Si incazzò la matrigna «Sono la regina, mica sono l'ultima donna del marciapiede!». Poi con calma riprese: «Allora cacciatore, hai preso il cuore?»
«No
» rispose il cacciatore, «ho preso l'herpes».
Intanto nel bosco era scesa la sera e la povera piccola era rimasta sola, quando a un tratto udì: «Uhuuuuuuu...sono il lupo»
«E tu che c'entri?» chiese Biancaneve.
E il lupo rispose: «Uhuuuuuuuu... Ho sbagliato favola, scusate!» e andò via.
Biancaneve rimase ancora una volta sola nel bosco, ma per fortuna aveva i suoi amici animaletti, tra i quali c'era anche un ornitorinco di Bisceglie che le disse: «Di che ti preoccupi? Ci penso io » E cammina cammina la condusse in una radura dove Biancaneve vide una casetta. « Pulisciti i piedi prima di entrare, che quelli sono incazzosi» le consigliò l'ornitorinco.
Biancaneve entrò nella casetta e vide sette piattini, sette bicchierini, sette forchettine, sette coltellini, sette lettini, quattro spazzolini e tre dentiere perche purtroppo tre nani avevano perso i denti per via della piorrea. Dopo aver ben mangiato e ben bevuto, Biancaneve si abbandonò su uno dei sette lettini ma essendo questo lungo 31 cm dette una testata allucinante sulla testiera. Più che cadere addormentata, cadde svenuta e lì rimase. Dopo breve tempo dal bosco si udì: «Torniarn, torniam, torniam da lavorar, po po, po po po, po po po po po» [Nota: Trattasi del seguito di
«Andiam, andiam, andiam a lavorar, po po, po po po, po po po po po » Canto popolare dei metalmeccanici, propiziatorio della lunga e felice giornata in fabbrica] E arrivarono alla casetta i sette nani: Rubalo, Picchialo, Scippalo, Scassalo, Schiattalo, Strozzalo e Cinzia.
E il primo disse: «Chi ha mangiato nel mio piattino?» e il secondo: «Chi ha bevuto nel mio bicchierino?» e il terzo: «Chi ha usato la mia forchettina?» e il quarto esclamò «Se acchiappo quello che ha la mia dentiera, io gli scasso il mazzo!!!».
Poi i nani videro Biancaneve addormentata ed esclamarono in coro: «Uuh guarda, un protozoo! »
In questo Biancaneve si svegliò, aprì gli occhi, si tolse capelli dal viso e i nani esclamarono in coro:
«Non è un protozoo, è un'ameba!»
«Che buffi ometti!» fece Biancaneve.
«Sei bella tu! Chi sei, la Principessa sul pisello!!?» «Anche voi conoscete il cacciatore? E voi chi siete?»
«I sette nani!» risposero i nani. «Vuoi fermarti con noi?
»
«Va bene» rispose Biancaneve entusiasta, «Che potrò fare per voi?» E i nani in coro: «Laverai, stirerai, pulirai per terra, l'orto, cucinerai, rammenderai, laverai i piatti, spolvererai, prenderai l'acqua nel pozzo e se ti avanzeranno cinque minuti verrai con noi in miniera».
E Biancaneve osservò: «Uhmm! Sono proprio una bambina fortunata».
Ora i nani avevano l'abitudine di alzarsi le mattine alle cinque e di andare a dormire con le galline, ognuno con la sua, per risolvere alcuni problemi di solitudine. La domenica i nani restavano svegli fino a tardi perché in televisione c'era Paolo Rossi e ai nani Paolo Rossi piaceva moltissimo. Ma Biancaneve sconvolse le loro abitudini, perché nel giro di pochi giorni si accorse che, a differenza della Principessa sul pisello che dormiva scomoda con un pisello sotto sette materassi, lei stava benissimo con sette piselli su un materasso solo.
Una mattina, una brutta mattina, mentre i nani erano al lavoro, la matrigna si presentò all'uscio della casetta travestita da vecchia e bussò. Toc toc...
E Biancaneve cinguettò «Aho, che buò?» [Nota: Aho, che buò?: Scopriamo qui che Bìancaneve parla correttamente swaili, lingua nella quale "Aho, che buò?" significa: «I nani sono usciti e io sono sola in casa». È straordinario come alcune lingue si assomiglino.]
«Uffa, ma vedi un poco tu!! Ma se po' campà accussì??
» esclamò la regina.
«Chi è?» chiese Biancaneve
«La vecchina».
«Rita levi Montalcini?».
«No, la vecchina normale! Apri che ti ho portato un regalo».
E Biancaneve aprì.« Ti ho portato una mela
».
«Che cara! lo vivo nel bosco da dieci anni ormai: non ho un giornale, non ho uno spazzolino da denti, non ho un paio di occhiali, indosso la stessa mutanda da dieci anni (la chiamo Samantha, ormai), qua nel bosco ci stanno soltanto mele e tu mi porti una mela!?» E con una vocina dolce dolce aggiunse: «Ma 'sta cretina, deficiente, cessa, latrina, vecchia scuffiata e kiappapesce! Dammi 'sta mela che sennò la fiaba nun fernesce
» disse Biancaneve con una rima finale particolarmente raffinata ed elegante.
La matrigna senza batter ciglio le diede la mela, che come tutti sanno era avvelenata. Biancaneve la morse, si ruppe un dente e cadde di schianto su un istrice dicendo:
«Uhmm che bambina fortunata che sono!»
E la matrigna volò via sulla scopa sghignazzando:
«Gnec gnec gnec».
Di lì a qualche ora si udì:
«Torniam, torniam, ecc..». Erano i sette deficienti che tornavano. Videro Biancaneve esanime ed esclamarono in coro: «Ohoooo, ed ora chi laverà i piatti?».
Presero Biancaneve e la sistemarono in una bara di cristallo, dove rimase per altri dieci anni. Passato quel tempo, si sentì echeggiare nel bosco: cloppete, cloppete, cloppete, ecc. E su un cavallo bianco comparve il Principe sontuosamente vestito: calzamaglia a rete, pantaloncini hotpants, giubbino plissé, giarrettiere e tacchi a spillo, una specie di Renato Zero Travestito da Raffaella Carrà, così elegante e raffinato che si era guadagnato il nomignolo di Samantah (come la mutanda di Biancaneve).
Il Principe vide i nani ed esclamò:
«Che carini! Piccoli ma proporzionati, davvero una bella famigliola» Poi vide Biancaneve ed esclamò: «Uuuhh, voglio assolutamente baciare quel merluzzo che sta nel pirex».
Ora, come abbiamo detto, Biancaneve stava nella bara di cristallo da dieci anni, col pezzo di mela in bocca, teneva l'alito verde e aveva fatto le cozze anche sul coperchio della bara. Infatti il Principe fino a quel momento era il Principe Avana; solo dopo il bacio si era trasformato in Principe azzurro, perché era diventato irreversivibilmente cianotico; poi aveva anche tentato di baciare un cinghiale che passava da quelle parti per rifarsi il fiato, aveva visto la madonna e cantato quattro volte:
«Sono una donna e non sono una santa, non tentarmi non sono una santa», finchè Biancaneve non si risvegliò dal suo sonno di morte. Allora il Principe la guardò intensamente e disse:«Perchè non vieni con me al castello? Laverai, stirerai, pulirai per terra, zapperai l'orto, cucinerai, rammenderai, mi cucirai i vestiti, terrai pulito il castello e se ti avanzano cinque minuti...»

Pronta Biancaneve lo interruppe:
«Uhmm, ma che bambina fortunata!»
Poi il Principe riprese la parola:
«Biancaneve?»
«Aho, che buò?» rispose Biancaneve
'Io questa l'ho già sentita da qualche parte' pensò il principe [Nota: Evidentemente il principe aveva un'infarinatura di swaili]poi esclamò « Prima di andare al castello passiamo alla Upim e compriamo uno spazzolino da denti»
«Si, disse Biancaneve anche una mutanda, già che ci siamo!»
E felici montarono a cavallo: il cavallo inciampò, Biancaneve cadde sopra l'istrice(che si seccò molto), battè la capa a terra e morì. Il cavallo cadde sopra i sette nani e li scamazzò in terra tutti e sette a mo' di focaccia. E il lupo (che aveva sbagliato di nuovo favola) si mangiò il principe.

Tutto è bene quel che finisce bene!

lunedì 19 novembre 2007

Atsuko Kato


"Il Nostro elemento è la Natura.
Attraverso l'osservazione si formano i pensieri, nei quali si trova l'armonia tra Uomini e Natura"

(Atsuko Kato)

Atsuko
Kato è un'artista giapponese di fama internazionale. Nata nel 1950, a Toyoake. Dopo aver studiato pittura e grafica, nel 1976 si trasferisce in Germania presso Norimberga, dove continua gli studi d'arte all' Akademie der Bildenden Künste, fino al 1983.
Nel corso della sua attività ha ricevuto numerosi premi per le sue creazioni in diversi paesi europei, soprattutto in Germania dove risiede tutt'ora, ma anche in Canada ed USA. Purtroppo, in Italia, quest'artista risulta ancora del tutto ignorata.
Il suo tema prediletto risulta essere quello della natura, incarnato principalmente nell'antichissimo albero del Ginkgo (risalente all'era mesozoica),
con le sue tipiche foglie a ventaglio, che lei ama riprodurre in dipinti ad olio, litografie e foto. Il Ginkgo è per l'artista sinonimo di vita, nuovo inizio e felicità. Esso è inoltre simbolo della nostra terra, poiché è sopravvissuto per secoli alle catastrofi della natura, diventando manifesto vivente della rinascita della vita.
La pittura di Atsuko Kato è fortemente studiata negli aspetti grafici e cromatici. Il risultato è un disegno apparentemente semplice, ma in realtà composto da molte immagini elaborate che si intrecciano le une con le altre, e che possono affiorare solo dopo un attenta e prolungata osservazione del dipinto.
L'artista giapponese ama giocare con una simbologia originale, fatta non solo da foglie di Ginkgo, ma anche da feti, bambini, uomini, e donne che si fondono inesorabilmente con la natura ed i suoi singoli elementi,ritornando al loro essere originario.
Atsuko Kato tramite la sua opera oltre a sottolineare il legame esistente tra uomini e natura, lancia anche messaggi ecologisti, attraverso dei quadri surreali e di velata ironia.

Ecco il link per vedere altri dipinti di Atsuko Kato:
http://www18.ocn.ne.jp/~bioart


domenica 18 novembre 2007

Banksy!


Banksy è lo pseudonimo di un misterioso artista londinese specializzato in street-art. Le sue opere che tappezzano i muri di Londra ed altre città del mondo, sono satiriche e dissacranti e colpiscono la società odierna con messaggi anti-capitalistici, anti-istituzionali e pacifisti.

Grazie alla tecnica dello stencil, Banksy riesce a creare in pochi minuti immagini originali ed umoristiche, spesso accompagnate da slogan. I suoi soggetti prediletti sono animali, poliziotti, soldati, bambini ed anziani. Mentre il suo animale simbolo è il ratto "perché non rispetta le gerarchie e fa sesso anche 50 volte al giorno".

Una delle caratteristiche che hanno accresciuto la fama di Banksy è che di fatto non si sa chi sia. Lui non rincorre la fama a tutti i costi, preferisce l'anonimato. Infatti al contrario di Andy Wahrol, è convinto che nel futuro tutti avremo "15 minuti di anonimato". Inoltre egli è famoso anche per la sua abilità nell'entrare in musei importanti, come il British Museum di Londra, ed appendere indisturbato delle sue opere tra le altre già presenti. Spesso passano giorni prima che qualcuno si accorga dell'intrusione. In questi casi Banksy si diverte a sconvolgere le "icone" sacre della cultura occidentale, con quadri dipinti in perfetto stile settecentesco, con l'aggiunta di alcuni particolari completamente anacronistici.

Una delle ultime provocazioni di Banksy è stata quella di distribuire nei negozi di musica inglesi 500 copie dell'album di Paris Hilton, con canzoni modificate sia nel titolo che nella musica e con il volto della stessa sostituito dal muso del suo cane!!

Non rimane che dire: Forza Banksy!!

sabato 17 novembre 2007

Dylan Dog al cinema!


Dylan Dog il personaggio nato nel lontano 1986 dalla folle penna di Tiziano Sclavi approda al cinema per la seconda volta. La prima fu nel 1994, quando una co-produzione italo-francese diede vita al discutibile Dellamorte Dellamore per la regia di Michele Soavi, nel quale Dylan Dog veniva giustamente interpretato da Rupert Everett, accompagnato da una imbarazzante Anna Falchi.
Il nuovo film ancora in fase di lavorazione verrà girato addirittura ad Hollywood e si intitolerà Dead of night e sarà diretto da David R. Ellis.
Questa volta però l’attore che interpreterà Dylan Dog, sarà Brandon Routh già protagonista di Superman Return. La sceneggiatura invece sarà di Joshua Oppenheimer e Thomas Dean Donnelly. L' arrivo di Dead of Night nelle sale cinematografiche è prevista per il 2008.
Aspetto con ansia sperando che poi le mie aspettative non siano deluse dalla visione di un polpettone americano che del fumetto originale conserva più nulla!


Amélie Nothomb


Amélie Nothomb è una scrittrice fuori dagli schemi, che tratta argomenti spesso difficili in modo del tutto originale, ironico e coinvolgente. Non ha infatti timore di parlare di suicidio, anoressia e mezzi di comunicazione celandosi dietro stereotipati clichè, ma al contrario da argomenti notoriamente banali riesce ad estrapolare innovativi canali interpretativi.
Questa sua caratteristica è certamente determinata dal fatto che
Amélie Nothomb ha vissuto una vita divisa tra due continenti. Nata in Giappone, ma originaria del Belgio ed ora residente a Parigi, ha una marcia in più nell'analizzare problematiche odierne della nostra società con occhi nuovi.
I suoi libri sono delle favole moderne ricche di colpi di scena e rivelazioni sconcertanti.
Uno dei suoi libri più significativi è "Attentato" e tratta il tema della bellezza da un punto di vista rovesciato rispetto al sentire comune. Infatti in un mondo come il nostro dove l'aspetto esteriore gioca un ruolo fondamentale in tutti gli ambiti della vita, si finisce per cadere in un'apatia cronica della perfezione. Il brutto non può essere socialmente accettato, solo l'omologazione dell'aspetto ti concede di far parte del mondo. E dunque l'unica terapia possibile a questo male è un'esplicita provocazione, un "attentato" alla bellezza. L'eroe di questo romanzo sarà infatti un uomo dalla bruttezza inimmaginabile, ma dotato di una determinazione tale da scavalcare le barriere morali e proporsi come modello di anti-bellezza. Il quale secondo una visione allargata della legge di tesi, antitesi e sintesi si proporrà di ristabilire un'equilibrio nell'estetica comune. infatti se la tesi è la bellezza, il suo contrario risulterà essere la bruttezza (antitesi), che potrà concludersi nella sintesi delle due cose, dove una non esclude più l'altra.
Dal '92 ad oggi Amélie Nothomb ha scritto più di un romanzo all'anno. Seguendo comunque con coerenza la sua linea intrapresa fin dai primi romanzi.
Per concludere consiglio caldamente di buttarsi a capofitto nel mondo di
Amélie!